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  • La via del Carro

    Un paio di chilometri a nord di Masseria Melcarne, e parallelamente lungo tutta la costa che porta verso sud, corre ancora oggi un’affascinante strada carraia vecchia di quasi cinquecento anni. Le fonti storiche già ne parlano alla fine del Quattrocento, denominandola “via dello carro”, era l’antica autostrada del commercio salentino! Essa collegava Brindisi a Otranto, seguendo una direzione che manteneva in media 2-3 km di distanza dalla linea costiera, per evitare le zone paludose di cui era infestato quasi tutto il litorale.

    via del carro salento

    mappa-via-del-carroAd essa si collegavano tutte le numerosissime masserie, addensate sopratutto nella zona a nord di Lecce e subito dopo le Cesine, che erano le grandi macchine da produzione agricola che tenevano in piedi tutta la regione. Questa via era scavata dalle stesse ruote dei carri, che le fonti riportano costantemente in fila lungo la strada, da mattina a sera, per trasportare tutti i beni prodotti in zona: olio, vino, granaglie, varie produzioni agricole, ma anche i vari prodotti dell’artigianato che i contadini realizzavano in masseria. Si tratta di un’arteria di notevole importanza, che nei tratti in cui il terreno non presentava banco roccioso affiorante veniva saggiamente ricoperta da pietrame, con la stessa tecnica usata dai Romani, una perizia che in questa terra evidentemente non è stata mai dimenticata. Oppure, questo tracciato risale in parte, addirittura, proprio a quell’epoca. In effetti il percorso che segue era di notevole importanza anche duemila anni fa e non doveva essere molto dissimile dalla via “Traiano Calabra”, che univa Brindisi a Otranto.

    Oggi il percorso è in gran parte nascosto sotto la vegetazione, o coperto dall’asfalto della strada moderna che in alcuni punti le passa accanto. Ma ripercorrendo queste campagne non possiamo non sentire il richiamo dei nostri progenitori, che molto hanno lavorato fra queste zolle!

  • Lu scarcagnulu: una leggenda antica e una poesia

    Lauru, moniceddru, scazzamurieddru o scarcagnulu…noi salentini, a seconda delle zone di provenienza, lo conosciamo così.

    E’ la leggenda di una figura fantastica lontana nel tempo quella che vi stiamo per narrare, in grado di affascinare ancora oggi e che molti di voi già conosceranno da bambini, probabilmente grazie ai racconti dei nonni. C’è chi può addirittura giurare di averlo visto aggirarsi tra le stanze di Masseria Melcarne!

    Lo scarcagnulu (o scazzamurieddru), è un omino brutto e peloso che, sempre scalzo e con un cappellino in testa, si aggira di notte andando ad infastidire il sonno dei malcapitati sedendosi sulla loro pancia. Perchè lo fa? Ma per dispetto, naturalmente! E’ senz’altro un burlone visto che si diverte a far chiasso con le pentole in cucina, ad annodare le criniere dei cavalli e a rompere i vetri.

    I più esperti nella conoscenza di questa figura narrano che lo scarcagnulu saprebbe essere anche gentile, regalando monete d’oro a chi, per ingraziarselo, gli lascia in dono un paio di scarpe…

    Perchè vi raccontiamo tutto questo? Perchè qualche giorno fa, probabilmente avendo intuito la nostra passione per le tradizioni salentine, un gentile amico ha deciso di condividere la sua poesia dedicata allo scazzamurieddru con noi.

    E’ così ricca e intrisa dello spirito del nostro territorio che la condividiamo con piacere con tutti voi, certi che scoprirete molto più su questa figura leggendaria dai suoi versi che dalle nostre parole scritte sopra per introdurre l’argomento.

    Buona lettura!

    LU SCARCAGNULU

    Me presentu: suntu lu scarcagnulu

    Ci quannu sta durmiti ntra lu liettu

    E bu sentiti nu chiummu sullu piettu

    Comu sia ca purtati nu pesulu,

    Nu bu spacenziati, suntu ieu lu scarcagnulu

    Ncede ci me chiama scazzamurieddru e ci lauru,

    Ci uru, moniceddru o carcaluru,

    Ci bu scascia lu cofanu o l’ursulu,

    Ma suntu sempre ieu, lu scarcagnulu.

    La notte au speannu ntra le cammere de liettu

    E a ci me rreculu ni fazzu despiettu

    Certu alle fimmene ni li toccanu de cchiui,

    Percene ieu suntu masculu comu a bbui.

    ‘M posta prima le fazzu mmetrenire

    E poi tutta la notte le fazzu vvelire.

    O me stennu pe lluengu sullu piettu,

    O le ncatinu alli cestieddri de lu liettu.

    Scapiddrisciu sia quiddre beddre ca le brutte

    Pesciu de le masciare ntra le rutte,

    E quannu me rreculu ca sanu sciaccate

    Cangiu casa e le lassu squagghiate.

    Sta rediti? Ca puru ui masculi lassu mututi,

    E finu alla matina restati mminchialuti.

    E ci nu bu coddra cu sciati a fatia

    Cuntati alle mugghieri ca ede curpa mia!

    Prima cu llucisce au ntra le staddre

    E alli caddri e alle sciumente ni scaccu sulle spaddre

    Li fazzu mbizzarrire bueni – bueni

    Pesciu de quannu scattariscianu li trueni.

    A ci nni lleu la bià e ni dau la pagghia

    E lu ciucciu a ddesciunu lassu cu ragghia.

    Alle cude e alle crigne nni fazzu le fiette

    E lu trainieri alla matina me mina sajette.

    Ma preati cu nci suntu ntra casa sempre ieu

    Cussì la spurtuna la tegnu larga de ui e de lu fieu.

    Ci poi crediti ca ieu suntu sulu fantasia

    Ci nu osce crai, la casa oscia ddenta puru la mia.

    30/VI/2016 (F. Perrone)

     

  • “Le Cucchiare”: cooking class sulle tipicità pasquali

    Volete sapere com’è nato il programma della prima cooking class de “Le Cucchiare” di Masseria Melcarne?

    Sedute intorno ad un tavolo, io e Alessandra, eravamo alla ricerca di un’idea, un tema culinario attorno al quale sviluppare il primo appuntamento di un progetto che è nel nostro cuore da sempre, ma da qualche mese ha assunto sembianze più concrete.

    le cucchiare cooking classRagionavamo sul da farsi, su quali fossero le vere basi della cucina salentina ma, come in ogni chiacchierata tra amiche che si rispetti, abbiamo iniziato a divagare, perdendoci nei racconti che rimandano ad un’infanzia tenera e spensierata.

    Abbiamo ripensato alle nostre nonne che decoravano l’agnellino pasquale, mentre noi, piccole e inesperte, ronzavamo attorno al tavolo da lavoro, rubacchiando qualche dolce ingrediente qua e là e osservando le loro abili mani al lavoro mentre, fuori, la natura ricominciava a sprigionare i suoi profumi caratteristici.

    Ci siamo ritrovate in questi ricordi di bambine e abbiamo deciso immediatamente che era proprio alla Pasqua, ormai imminente, che avremmo dedicato la prima cooking class del “Le Cucchiare” di Masseria Melcarne.

    Immersi nell’atmosfera rustica e suggestiva di questo luogo antico, cucineremo insieme alcuni dei piatti tipici del Salento in questo periodo dell’anno per scoprire le tecniche di preparazione, svelarvi qualche segreto e (perchè no?) divertirci durante un’intera mattinata.

    Appuntamento dunque a giovedì, 13 aprile, a partite dalle ore 09.30 (sino alle 13.30 circa)

    Di seguito, vi segnaliamo il programma della ma, per ogni informazione, siamo a vostra disposizione al numero 320/6653320 oppure 338/2342527 (international calls)

    Preparazione e degustazione dei piatti tipici della tradizione pasquale

    • Polpette di rape e caciocavallo
    • Tortello di grano “Senatore Capelli” alle erbe spontanee con pesto delicato all’olio extravergine d’oliva
    • Vellutata di finocchi con carciofi stufati alla menta
    • Agnellino di pasta di mandorla (non poteva cerca mancare!)

     Vini

    • Negroamaro  – Cantine Cantele
    • Le Passanti (passito) – Cantine Cantele

    A metà mattina è prevista una pausa con degustazione di prodotti della Masseria Melcarne:

    • Olio extra vergine d’oliva con filone cotto al forno di pietra
    • Patè d’olive “Cellina” con friselline di grano
    • La Rustica” di pomodori secchi e capperi, con frisellina di orzo
    • Vino “Il Rosato” di Masseria Melcarne

    A tutti i partecipanti verrà omaggiato un kit di cucchiare e parannanza “Le Cucchiare” di Masseria Melcarne

    contatti cooking class

  • Raccolta e degustazione delle Erbe Spontanee Salentine

    Valorizzazione della terra e del suo antico sapere e il ritorno all’autenticità delle origini. Con L’Associazione Salento Sapori e Dintorni abbiamo ben pensato di andar per campi con chi volesse seguirci! Andremo alla ricerca di alcune delle nostre preziose Salento Sapori e dintorniErbe Spontanee Salentine; con l’aiuto di esperti e riconoscitori saranno identificate e raccolte quelle specie che sono state protagoniste delle tavole dei nostri avi e che oggi, per svariati motivi, abbiamo dimenticato.

    Ritornati dal campo Masseria Melcarne ci farà riscoprire sapori unici e salutari di un tempo. Sarà una giornata ricca di tante conoscenze e curiosità, apprezzando ancor di più ciò che la Natura ci dona!

    Ecco il programma in dettaglio:

    Il percorso avrà inizio sabato 12 Marzo alle ore 11.00 con il ritrovo in Masseria; si andrà alla ricerca e raccolta delle specie spontanee e a seguire pranzo degustativo con ricette tipiche salentine a base di erbe spontanee, cereali, legumi e altro.

    Vi aspettiamo!!!

    DEGUSTAZIONE  “ERBE SPONTANEE”

    Frittini: salvia e borragine in tempura – pittule con erbe spontanee

    Sfizierie da degustazione:

    • Minestra con cardunceddhu ( cardi selvatici )
    • Pampasciuni scattati con vin cotto
    • Muersi fritti (piselli a pignata – rape e pane fritto)
    • Crostino con dadolata di pomodorini e primo sale con rucola selvatica
    • Pitta di patate con cicorie selvatiche
    • Zuppa di grano e farro con funghi ed erbette spontanee
    • Polpette vegetali di ricotta e ortiche al sugo
    • Frittata con asparagi selvatici
    • Crostata con marmellata d’arancia masseria melcarne decorata con fiori di campo (calendula, borragine e pratoline)
    • Liquore al mirto
    • Bevande: acqua minerale e vino della casa

    N.b.: alcune varieta’ di erbe spontanee potrebbero essere sostituite secondo la reperibilita’ delle stesse il giorno della preparazione.

    Costo di partecipazione € 18.00/persona  

    Possibilta’ di menu’ bambini non vegetariano:

    • Frittino con pittule e crocchette di patate
    • Orecchiette al sugo con polpettine
    • Oppure: cotoletta di pollo con patatine fritte
    • Dolce (crostata o torta caprese)
    • Acqua minerale e Coca-Cola o Fanta

     Costo a bambino € 10.00

     

    Per info e prenotazioni

    Fabiola 346.7037268

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  • La leggenda di Maria Manca

    A circa 5 km da Masseria Melcarne, nella città di Squinzano, si erge il suggestivo Santuario dell’Annunziata. Un luogo ricco di arte, storia e spiritualità, che affonda le sue radici ad una vicenda legata a Maria Manca, una giovane squinzanese vissuta durante il 1600.

    Era una giovanissima e bellissima sposa, che però perdette l’amato marito molto presto, e subito un uomo di Soleto, Lupo Crisostomo, cercò in tutti i modi di convincerla a sposare lui. Lei invece aveva giurato fedeltà a Dio per il resto della sua vita, e l’uomo, vedendo che infatti non c’era verso di convincerla, si rivolse ad un “macaro” del suo paese, specialista in sortilegi e magia nera.

    Le preparò un pasto particolare, che con un trucco l’uomo le fece mangiare. Da allora, Maria cadde con lui in un vortice di indicibile lussuria. Maria era inspiegabilmente piegata alla volontà di Lupo, ma di giorno in giorno la sua bellezza sfioriva, il suo corpo si ricopriva di marcescenza, sembrava afflitta di malattie incurabili che le arrecavano ogni sorta di terribili dolori.

    Lupo Crisostomo si accorse che era colpa sua, si pentì, e corse da quel “macaro” per pregarlo di sciogliere l’incantesimo, ma ormai non era più possibile: nessuna mano umana poteva più farlo! La povera donna si rassegnò alla sua triste fine, ma dopo qualche anno in questa tristissima condizione, un giorno, mentre era a raccogliere olive le apparve una giovanetta, con un garofano in mano. Le disse: “Porta questo fiore a mio figlio, a Galatone”. Ma lei non capiì cosa volesse dire. Finché si rese conto che in quegli anni a Galatone si stavano verificando incredibili miracoli presso l’icona di un Cristo alla colonna tornato alla luce dopo tanto tempo.

    Vi andò, Gli portò il garofano, e guarì.

    Maria visse fino a 97 anni, dedicandosi ad ogni sorta di bene, costruì il Santuario dedicato all’Annunziata, ed anche un’altra chiesetta rurale, posta sulla strada verso Torchiarolo, dedicata a Santa Elisabetta. Morì in aria di santità, dopo aver vissuto un’umile vita nella sua stanzetta all’interno del Santuario, dove pure fu sepolta.

    Si narra che anche San Giuseppe da Copertino passò da questo Santuario e vi celebrò una Messa.

    santuario dell'Annunziata

    Santuario dell’Annunziata

    stanza di maria manca

    Stanza di Maria Manca

    santuario, interno

    Santuario, interno

    santuario, tomba di maria manca

    Santuario, tomba di Maria Manca

    cappella dell'Apparizione

    Cappella dell’Apparizione

    maria manca e la Madonna

    Maria Manca e la Madonna

    olivo dell'Apparizione

    Olivo dell’Apparizione

    chiesa santa elisabetta

    Chiesa Santa Elisabetta

    © 2015 Palcom.it – Riproduzione riservata

  • La torre del Moretto

    A circa 6 km da Masseria Melcarne, appena fuori Squinzano, seguendo alcuni bellissimi viottoli nelle campagne, incontriamo uno dei pochi elementi rimasti di un insediamento medievale ancora in piedi, nel Salento: la torre del Moretto, un edificio assai originale, che ha pochi confronti in questa zona.

    Faceva parte del casale medievale di Afra, uno dei tanti insediamenti che popolavano questo territorio, da qui fino alla fondamentale Abbazia di Cerrate…
    Casali di cui poco è rimasto, ma che per secoli furono il motore della vita economica di questo territorio, ed in genere del Salento intero.

    Un sentiero acciottolato si inoltra tra i filari degli olivi, in un’amena e silenziosa campagna, colma di alberi secolari, che dimostrano appunto l’antica presenza di contadini. La luce del sole che si approssima al tramonto risalta il colore delle sue antiche pietre. Non è molto alta, ma assai massiccia, e conserva alcuni particolari architettonici molto pregevoli.

    Pochissime finestrelle, un buco nella parete frutto di un cedimento, ed un grosso focolare. Tutto l’ambiente è voltato con una grande volta a botte.

    Come detto, sono molti i toponimi di casali medievali nel Salento, ma di pochi è rimasto qualcosa in piedi. I soli esempi che si possono riportare sono sempre strutture fortificate, il nucleo attorno al quale fiorivano questi agglomerati.

    Una visita nel bosco di olivi secolari che nascondono alla vista di tutti questa torre suggestiva, non può che meravigliare l’occhio ed il cuore di qualsiasi appassionato di storia di questo angolo inimitabile di terra salentina.

    torre del moretto

    torre del moretto particolare

    torre del moretto fronte

    torre del moretto lato

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  • Tra arte e natura con i bambini a Masseria Melcarne

    Scoprire la magia degli oggetti o viaggiare con la fantasia tra i nostri uliveti fino a raggiungere le nostre bianche spiagge. Sono le idee che ispirano i laboratori creativi “Tra arte e natura” ideati da Masseria Melcarne e Veronica, la nostra bravissima educatrice d’arte.

    Laboratori che, anche nelle domeniche a seguire, daranno ai bambini dai 3 anni in su la possibilità di giocare con l’arte. Mentre per i genitori che li accompagneranno, l’occasione di degustare i nostri menù domenicali.

    Quello di questa domenica 23 marzo è stato il primo laboratorio di molti altri a venire, con lo scopo di offrire ai bambini la possibilità di esplorare nuovi percorsi di apprendimento e di esercitare la loro creatività.

    Per l’occasione Masseria Melcarne ha riservato la grande stanza al pian terreno della torre risalente al XVI-XVII secolo per via della giornata piovosa. Nelle prossime domeniche primaverili i laboratori saranno tenuti all’aperto, nell’aia antistante la torre.

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  • Arte e Natura, i laboratori didattici in Masseria

    Siamo nati in un luogo costituito con muretti a secco, pajare, campi coltivati, filari  che richiamano, sin nel particolare ancora oggi visibile, storie di persone, legami e sacrifici.

    È il nostro pezzo di mondo e al quale apparteniamo,  come alle masserie con le  strade bianche, l’orto e l’uva che adornava le pergole delle case.

    Di questo siamo intessuti e abbiamo, da tempo, deciso di aprirci all’ospitalità  come i nostri avi ospitavano di domenica i parenti con i loro racconti delle città che affascinavano i bambini.

    Quando portate i vostri bambini in masseria, non è forse perché possano gustare quanto per voi era così facile avere a portata di mano in questa nostra terra?

    Quando passate una domenica con noi non è perché si apra almeno per un istante il cuore al ricordo di un pranzo domenicale in famiglia da bambini, con gli occhi spalancati e le membra pronte al gioco in un cortile o nell’aia con gli amici?

    Le nostra masseria, oggi come un tempo, è un presidio  di vita,  aperta all’ospitalità. È il luogo in cui un bambino scopre tante cose nuove oppure viste prima solo sui libri; conosce e intuisce attraverso esperienze concrete e stimolanti, stili di vita differenti e gioca e si diverte con originalità e creatività, imparando l’importanza della tradizione e del contatto con la natura.

    È per questo che, a cominciare da domenica 22 marzo, diamo il via agli appuntamenti che, con semplicità, abbiamo chiamato “Arte e Natura”: laboratori ludici-manuali d’arte per bambini. Un viaggio divertente alla scoperta del fantastico mondo dell’arte.

    All’ora di pranzo, nell’aia antistante la Masseria, i bambini saranno guidati nel laboratorio didattico creativo da Veronica che farà affiorare in loro quell’esigenza di far vivere quel ricco vulcano interiore che è la creatività propria di ogni individuo, attraverso i colori, le forme e la ricerca a priori e a posteriori dell’esperienza maturata.

    Con l’utilizzo delle tecniche miste decorative e la sperimentazioni di materiali naturali si realizzeranno modeste opere artistiche immersi nella natura di fondamentale importanza per comprendere il significato del rapporto che vi è tra Arte e Natura.

    Un percorso, non solo ludico ,ma di sensibilizzazione per tutti coloro che vorranno realizzare la propria opera. I ragazzi potranno scegliere tra distinti materiali tra colori, legno, sassi, coralli, conchiglie, sabbie, ossidi e potranno liberare la loro forza creativa.

    Vedi anche: I bambini all’opera. Il fotoracconto.

    laboratori arte masseria melcarne

    Alcune opere di Veronica

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  • La ricetta delle foje mbische

    Ricetta assaggiata nella registrazione di un servizio per “Terre del Salento” di TeleRama il 3 febbraio 2015.

    La raccolta e la preparazione delle “foje mbische” e la preparazione dei raviolotti con le stesse verdure.

    Insieme alla splendida Isabel Tramacere percorriamo tutto l’iter per assaggiare quanto di meglio la natura del Salento è capace di offrirci. Elementi semplici, tramandati dalla tradizione contadina che imbandiva la propria tavola attraverso i semplici e genuini frutti che la campagna offre spontaneamente.

  • Masseria Melcarne: culla di sapori, storia e tradizione

    La “signora in pietra” svetta tra gli ulivi, osservando dall’alto la campagna del Salento e il Mare Adriatico. Sentinella nei secoli delle invasioni turche, l’antica torre è il simbolo di Masseria Melcarne, azienda agrituristica di proprietà della famiglia Leo.

    Il complesso masserizio, risalente al XVI-XVII secolo,  sorge in agro di Surbo, a pochi chilometri da Lecce, la capitale del barocco. Nero su bianco, un documento del 1653 testimonia la vendita di Masseria Melcarne al barone di Surbo, Giulio Pepe. Un affare da 1636 ducati.

    Nel 1741, la tenuta figura invece tra i beni dei Severini, come un agglomerato di corti, case, giardini e alberi d’ulivo… Terminata la stagione delle incursioni piratesche, il fortino perde la sua funzione difensiva: la torre si ingentilisce attraverso la costruzione di due balconate, diventando un’elegante residenza rurale.

    agriturismo salento

    Lo scorrere del tempo ci porta nella seconda metà del XX secolo: Masseria “Malecarne”, così chiamata dai contadini della zona, è ancora un luogo arcaico e selvaggio, popolato da una comunità di coloni dediti alla pastorizia, che di lì a poco avrebbero lasciato la campagna per raggiungere i vicini centri urbani.

    E’ il 1967 quando l’avvocato Raffaele Leo, incantato dalla bellezza della torre, decide di acquistare la struttura e i terreni circostanti, caratterizzati da una folta macchia mediterranea e dalla presenza di un piccolo uliveto. Un investimento fruttuoso se si considera che, oggi, Masseria Melcarne conta diecimila esemplari d’alberi d’ulivo e un prezioso frantoio.

    olio salento

    La passione per la terra e l’amore per la natura si è tramandata di padre in figlio: dal 1987 Francesco Leo si occupa in prima persona dell’attività olearia, prendendosi cura dei 60 ettari di terreno da cui l’azienda produce ogni anno olio di primissima qualità. Un filo d’oro che esalta i piatti del ristorante di Masseria Melcarne, inaugurato nel 2000. E’ l’inizio di una nuova avventura: nasce l’agriturismo, luogo di sapori e convivialità, nel solco della tradizione.